venerdì 28 dicembre 2012

FICUS (Famiglia delle Moraceae)


Caratteristiche generali.
ll Ficus, genere molto vasto appartenente alla famiglia delle Moraceae, sempreverdi originarie dell’Asia, dell'lndia e dell'America settentrionale, comprende tantissime specie di aspetto ben diverso fra loro che, coltivate in appartamento, richiedono comunque le stesse cure. Fra le piante d’appartamento, i Ficus sono tra le più apprezzate per la resistenza e adattabilità, per la bellezza e varietà delle foglie. Possono essere a portamento arbustivo, rampicante, strisciante e arboreo. Le foglie, che variano molto di grandezza e di forma a seconda delle specie, hanno diverse tonalità di verde e presentano screziature in alcune varietà. Certe specie, che nei luoghi d’origine sono alberi di notevoli dimensioni, vengono sfruttate per la loro caratteristica di produrre caucciù.


Fioritura.
Quasi tutte le specie producono fiori che sono però insignificanti; quindi, se dovessero comparire, cosa del resto improbabile in appartamento, vanno recisi per evitare alle piante un dispendio di energie. Nei paesi d`origine (Asia e zone tropicali e subtropicali) alcune specie di Ficus, come a esempio il Ficus sycomorus, producono frutti molto gustosi.

Esposizione.
Luce Vegetano bene in buona luce, si adattano anche in posizione semiombreggiata; non vanno però mai posti in pieno sole.

Temperatura.
La temperatura ideale di queste piante è sui 18°C, ma possono sopportare anche temperature più alte. Si consiglia comunque di non spostarle in continuazione, di tenerle lontane da fonti  di calore, e di porle, possibilmente, in un locale della casa che, per le sue dimensioni o per altre ragioni, sia meno riscaldato (ad esempio un atrio o una vasta anticamera).

Innaffiature.
Devono essere effettuate con frequenza nel periodo estivo e vanno invece molto diradate in inverno, periodo in cui la pianta entra in riposo, per ricominciare il ciclo vegetativo in marzo-aprile. Una eccessiva quantità d’acqua, soprattutto nel periodo invernale, provocherebbe l’ingiallimento e la caduta delle foglie. Si raccomanda, poi, di assicurare un buon drenaggio al vaso e di mettere nel sottovaso della ghiaia che assorba l’acqua in eccedenza uscita dal vaso. Necessitano di un’atmosfera piuttosto umida. A questo scopo basterà tenere la ghiaia del sottovaso sempre umida.

Cure.
Le grandi foglie che caratterizzano quasi tutte le specie di Ficus non hanno certo un grande effetto decorativo se ricoperte di polvere; vanno quindi sempre pulite con un panno umido, anche per permettere loro una buona respirazione. Queste piante vanno rinvasate in primavera o in autunno usando terriccio universale e ponendole in vasi sempre molto piccoli in proporzione alla loro grandezza (ad esempio: se la pianta e alta un metro andrà bene un vaso di 12 cm; quando raggiunge i due metri si porrà in un vaso di 15 cm circa). Si ricordi comunque che i Ficus soffrono molto se vengono rinvasati e, per evitare questa operazione, si può ogni anno procedere alla rinterratura.

Concime.
Le concimazioni vanno effettuate ogni mese nel periodo vegetativo e vanno invece diradate e quasi sospese nel periodo di riposo.


Moltiplicazione.
Si può effettuare per margotta, soprattutto nel caso in cui la pianta abbia perso le foglie alla base, o per talea di rametti terminali, facendoli radicare in un ambiente caldo-umido. Con quest’ultimo metodo le talee radicano in una quindicina di giorni, se si è avuto cura di tenerle in un ambiente ben caldo (25°-28°C). È bene ricordare che i nuovi germogli vanno tenuti all’ombra, se non si vuole che le foglie si sviluppino già malate, gialle e coriacee.




domenica 25 marzo 2012

KALANCHOE (Famiglia delle Crassulacee)



Caratteristiche generali. 
La kalanchoe è una pianta originaria del Madagascar, succulenta perenne e sempreverde molto diffusa grazie alla sua bella fioritura con ampie foglie opposte di color verde intenso brillante.
I fiori sbocciano in mazzetti fittissimi di colore rosso, rosa, giallo, arancio o perfino bianco nelle varie cultivar ottenute artificialmente. 

Esposizione.
La Kalanchoe è una pianta brevi-diurna, cioè necessita di 16 ore giornaliere di oscurità per produrre una beIIa fioritura. La Iuce pertanto dev’essere intensa, ma Iimitata a non più di 8 ore. 
L’insoIazione diretta fa diventare rosse le foglie. 
In inverno vuole temperature di circa 15°C (mai inferiori a 10°C); in estate tollera temperature elevate, purché sia collocata all’ombra e in luogo ben aerato. 
La fioritura avviene da gennaio a maggio ma se riceve il giusto periodo di oscurità la fioritura può iniziare a novembre. 
Infatti la Kolonchoe è una pianta detta ”a fotoperiodo breve", il che significa che per farla fiorire bisogna collocarla in una stanza che sia illuminata (anche artificialmente) solo per 8 ore al giorno e con temperature notturne di 15-16°C; dopo lo fioritura si può lasciarla riposare mantenendone il terriccio appena umido. I fiori sbiaditi, indicano che la luce è troppo scarsa.

Innaffiature.
Moderate, più frequenti soprattutto durante la fioritura.

Cure.
La pianta è sensibile all’attacco dell'oidio (mal bianco), che macchia le foglie con chiazze biancastre, farinose. Evitare di bagnare le foglie e trattare con un fungicida non appena compaiono i primi segni di malattia. 
Gli acari e gli afidi possono essere allontanati con un getto d’acqua o con un po' di acqua e sapone di Marsiglia.
Riguardo alla potatura, la Kalanchoe ha la tendenza ad emettere foglie troppo piccole all’estremità dei rami.
Per ovviare a questo inconveniente è sufficiente cimare la sommità dei rami nelle piante che hanno più di un anno. Inoltre, quando i fiori scompaiono si potano i fusti sfioriti. Macchie sugherose o concrescenze fogliari significano che la pianta soffre le temperature.

Concime.
Si consiglia di rinnovare il terreno adatto per piante grasse una volta all'anno. In alternativa si può usare terra da giardino, torba fresca mista a sabbia.

Moltiplicazione.
Avviene per seme in terra scioIta e sabbiosa. 
Facile la talea di foglie, da praticare dopo la fioritura; le talee si pongono su un substrato di torba umida a 22°C; le nuove piantine fioriscono in breve tempo.

domenica 20 novembre 2011

MONSTERA (Famiglia delle Araceae)


Caratteristiche generali. 
È originaria dell’lndia e dell’America meridionale e centrale. Questa pianta probabilmente deve il nome alle mostruose dimensioni che raggiunge nel suo ambiente naturale. Basti pensare che persino in casa le foglie della Monstera delicìosa raggiungono 1m di lunghezza e 60 cm di larghezza. Le foglie presentano delle specie di lacerazioni lungo la nervatura e sono bucate in vari punti; grossi steli tendono a espandersi orizzontalmente, è quindi necessario un sostegno che li costringa a una espansione verticale. ll sostegno, costantemente bagnato, consente alle radici avventizie un immediato assorbimento d’acqua, molto salutare per la pianta.  

Fioritura. 
La Monstera produce un fiore di forma cilindrica, circondato da una spata carnosa di colore giallo; inoltre la specie delìciosa dà un frutto molto gustoso, di sapore simile a quello dell’ananas, che impiega tre anni a maturare. Naturalmente, sia il fiore sia il frutto compaiono solo nel luogo d’origine della pianta. 

Esposizione. 
Vegeta bene sia in buona luce sia in penombra. Si deve evitare di esporre la pianta, anche per breve tempo, ai raggi diretti del sole. Durante il periodo di sviluppo richiede una temperatura di almeno 20°C. Fate attenzione perché non sopporta una temperatura al di sotto dei 12°C. 

Innaffiature. 
Richiede abbondanti innaffiature, soprattutto nei mesi caldi, perciò si consiglia di bagnare la pianta a giorni alterni. Diradare le innaffiature durante il breve periodo di riposo che generalmente ricorre in inverno. Può essere coltivata con ottimi risultati in idrocoltura. È una pianta che necessita di umidità. A questo scopo si consiglia di mantenere costantemente bagnato lo sfagno che ricopre il sostegno. Se però si dovessero diradare le innaffiature, o la si costringesse in un luogo troppo ombroso o venisse privata delle regolari concimazioni, la Monstera darebbe segni di sofferenza cambiando quasi la forma delle foglie, che diventerebbero più compatte e senza buchi. 

Cure.
È opportuno tenere le foglie sempre pulite passandovi sopra un panno umido. Si consiglia inoltre di non spostarla con frequenza e di evitarle correnti d’aria. 

Concime. 
Le concimazioni si effettuano regolarmente ogni 15-20 giorni diradandole sensibilmente durante il breve periodo di riposo in inverno. 

Rinvaso. 
 Si effettua in autunno, ogni 2 o 3 anni, ogni volta in un vaso un poco più grande, usando il terriccio universale. 

Moltiplicazione. 
Si compie per seme, per margotta e per talea. È molto improbabile che riesca in appartamento ma si può tentare la riproduzione per talea, facendo radicare l’apice vegetativo delle foglie, con attaccate le radici avventizie, in sabbia mantenuta calda e umida.

mercoledì 5 ottobre 2011

GINESTRA (Famiglia delle Papillonacee)



Caratteristiche generali.
Dimensioni: da cespugli di 1 metro ad arbusti di 4 metri.

Clima ideale: caldo e soleggiato.
Terreno: deve drenare molto bene l'acqua.
Annaffiature: richiede poca acqua e mai stagnante.
Coltivazione: facile sia in vaso che in terreno aperto.

Descrizione.
Col nome di ginestra vengono raggruppate ben settanta specie tutte di facile coltivazione e tutte senza alcuna foglia. I rami, però, sono spinosi a protezione dei suoi fiori.

I fusti della ginestra sono sottili, semilegnosi e di colore verde chiaro. I fiori sono di colore gialloe possiedono la tipica forma della famiglia della febacee, ovvero un sorta di sacchetto nella parte inferiore e un petalo aperto nella parte superiore.

Tipi e varietà.
La varietà della ginestra è così alta che e ve ne sono alcune che sono profumate mentre altre no, e addirittura alcune resistono al gelo mentre altre non lo sopportano affatto.
La ginestra più diffusa è il tipo “lydia” in quanto la sua dimensione nana la fa preferire a chi desidera coltivarla in vaso.
Un altra specie molto diffuso (anche grazie alla sua crescita spontanea) è la “cytisus” che raggiunge una dimensione di 2,5 metri sia in altezza che larghezza.
Molto apprezzata per il suo intenso profumo è la“ginestra odorosa” che cresce particolarmente bene nella macchia mediterranea.

Coltivazione.
Per la sua natura di pianta mediterranea, la ginestra necessita di caldo e sole, anche se ha un buon livello di tolleranza a situazioni ambientali diverse.

Un'attenzione particolare va alle radici che devono essere forti e robuste prima dell'eventuale trapianto in terreno aperto.

Il terreno deve essere ben drenante per evitare ristagni di acqua e i fertilizzanti vanno molto limitati o addirittura evitati.

Proprietà.
La ginestra ha proprietà diuretiche, ipertensive, lassative, sedative. Lasciare una manciata di fiori in acqua bollente per 30 minuti e berne 2 – 4 tazzine al giorno.


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domenica 4 settembre 2011

FILODENDRO (Famiglia delle Araceae)



Caratteristiche generali.
Fra le piante d’appartamento, il Philodendron è una delle più apprezzate, sia per il grandissimo numero di specie che comprende, sia per la bellezza delle foglie, sia per la facilità con cui si adatta all’ambiente dell'appartamento.
Originario dell’America tropicale, deve il suo nome al fatto che nelle foreste tropicali cresce abbarbicandosi al tronco di un albero, che gli fa da sostegno e gli fornisce le sostanze nutritive che il Philodendron assorbe attraverso le radici avventizie. Molte specie di Philodendron coltivate in casa hanno bisogno di un bastone di sostegno coperto di sfagno umido sul quale la pianta possa arrampicarsi. Tuttavia vi sono specie che non ne hanno bisogno, o perché non sono rampicanti o perché, anche se rampicanti, hanno una particolare capacità di autopotarsi, non crescono cioè in altezza ma continuano a mandar fuori nuove foglie in larghezza, fino a formare una bella « rosa » di fogliame (normalmente ciò avviene in 3-4 anni).
Quasi tutte le specie di Philodendron presentano un fenomeno caratteristico: le foglie giovani hanno forma e colore diversi dalle foglie che hanno raggiunto il pieno sviluppo. Questa particolarità ha indotto alcuni studiosi a distinguere una stessa specie di Philodendron in specie giovanile e specie adulta, attribuendo loro due nomi diversi.
Pianta di notevole effetto decorativo, il Philodendron ha foglie di grandezza e forma molto variabili a seconda della specie: possono essere piuttosto piccole e cuoriformi, o notevolmente grandi e lanceolate; perciò si è ritenuto opportuno elencare tutte o quasi le specie più diffuse.
Come si è già detto, il Philodendron è una pianta resistente: chiede buona luce e innaffiature regolari per crescere rigogliosa. La fioritura non avviene mai in appartamento.

Esposizione.
Normalmente il Philodendron richiede una posizione in buona luce ma mai l’esposizione ai raggi diretti del sole. Alcune specie prediligono zone ombrose.

Temperatura.
ln genere il Philodendron si adatta benissimo alla temperatura dell’appartamento e tollera anche eventuali abbassamenti durante la notte. Solo un periodo prolungato a una temperatura inferiore ai 12°C potrebbe danneggiarlo seriamente.

Innaffiature.
Le innaffiature devono essere abbondanti e regolari (vanno somministrate 3-4 volte la settimana). Si raccomanda di assicurare un buon drenaggio, in modo che il terreno non sia mai saturo d’acqua altrimenti le radici marcirebbero. Il luogo d’origine di questa pianta è la foresta tropicale, dove il tasso di umidità è elevatissimo. Quindi anche in casa è necessario creare attorno alla pianta l’umidità di cui ha bisogno. Si raccomanda di mantenere costantemente umido il muschio che ricopre il bastone di sostegno; questo accorgimento permetterà alle radici aeree un immediato quanto salutare assorbimento di acqua da inviare a tutte le parti della pianta.

lunedì 20 giugno 2011

PEPEROMIA (Famiglia delle Piperaceae)



Caratteristiche.
È originaria delle zone tropicali dell’America e dell’Africa; tutte le specie coltivate in appartamento però provengono esclusivamente dall’America.
Pianta di facile coltivazione, la Peperomia presenta foglie di consistenza carnosa, piccole e a forma di cuore, di color verde scuro a varie sfumature. ll suo apparato radicale è di modeste dimensioni, poiché nei luoghi di origine e una pianta epifita (cioè si abbarbica con le radici ai fusti degli alberi); l’inflorescenza è di color bianco opaco, giallo o verde chiaro e avviene in primavera.

Esposizione.
Questa pianta cresce, nei luoghi d’origine, ad altezze piuttosto notevoli. 
Non necessita quindi di temperature alte ma mai inferiori ai 10°C. Non è molto esigente in fatto di luce diffusa; predilige comunque posizioni ombreggiate. 



Innaffiature.
Le foglie carnose della Peperomia, capaci di trattenere molta acqua, dimostrano che il suo ambiente naturale è piuttosto secco e asciutto. Anche in casa quindi è assolutamente necessario, per evitare alle radici di marcire, bagnare la pianta con molta moderazione, aspettando, fra una innaffiatura e l’altra, che il terriccio alla superficie si sia asciugato. Naturalmente la pianta va bagnata un po' di più (una volta alla settimana) nel periodo estivo. 
L’aria dell’appartamento è generalmente troppo secca; occorre quindi creare un minimo di umidità ponendo sotto il vaso un vassoio contenente ghiaia bagnata.

Concimazione.
Bisogna concimare ogni mese da Febbraio a Settembre, cioè nel periodo vegetativo. Il rinvaso si esegue in primavera, curando di non danneggiare le foglie e i fusti, molto fragili e delicati. Questa operazione va comunque effettuata assai di rado, poiché, come si è già visto, l’apparato radicale ridotto non richiede molto spazio e le innaffiature scarsissime fanno si che la terra si mantenga ricca per parecchio tempo.

Moltiplicazione.

Si effettua per seme e per talea di foglie. E preferibile però il secondo sistema, che si esegue tagliando una foglia con attaccato il picciolo, che verrà interrato e tenuto alle stesse condizioni di luce e di umidità da riservare alla pianta adulta.

domenica 12 giugno 2011

SCHEFFLERA ACTINOPHYLLA (Famiglia delle Araliaceae)




Caratteristiche.
Originaria dell’Australia e della Nuova Zelanda, è facile da curare e di grande soddisfazione. Vive a lungo ed è particolarmente adatta per appartamento perché può vivere anche con poca luce e in ambienti piuttosto freddi. Ben curata, può raggiunge dimensioni considerevoli, dai 2 ai 4 metri in altezza e 1 metro, 1 metro e 20 centimetri in larghezza.  Da giovane è sproporzionata perché le foglie sono troppo grandi rispetto al fusto, ma da adulta acquista una forma più elegante.
Le foglie devono essere pulite con un panno umido. Si può usare il lucidante, ma non più di una volta ogni 2 mesi.

Esposizione.
Ama le posizioni illuminate, ma non la luce diretta del sole. Si adatta a vivere in angoli in penombra. 
D’inverno ama temperature che oscillano tra i 14 e i 18 gradi. D’estate va bene in quella ambientale.

Innaffiature.
Deve essere annafiata 2-3 volte la settimana d’estate, una sola volta d’inverno.

Concimazione.
In primavera. Aggiungere d’estate fertilizzante liquido per piante d'appartamento ogni quindici giorni.

È opportuno eseguirla ad anni alterni per le piante medie; per quelle grandi è meglio farla ogni anno. 




domenica 5 giugno 2011

FUCHSIA



Caratteristiche.
Genere di circa 100 specie di alberi e arbusti a foglie decidue, originari dell’America centrale e meridionale. Le fuchsie coltivate nei nostri giardini sono per lo più ibridi che derivano dall’ incrocio di specie diverse. Nelle zone a clima mite sono rustiche e usate come piante da bordura, in quelle più fredde vengono coltivate in serra fredda e possono essere tenute all’aperto dalla primavera inoltrata all’inizio dell’ autunno. Sono principalmente coltivate per i loro fiori, penduli, formati da un calice tubuloso, che termina con 4 lobi più o meno sviluppati e da una corolla a 4 petali sovrapposti, spesso di colore diverso dal calice.

Esposizione.
In posizione luminosa ma non a diretto contatto con i raggi del sole. Le varietà delicate si portano all’aperto verso la fine di maggio e si ricoverano in serra fredda in ottobre dopo averle leggermente potate. Vive bene in un clima temperato e mal sopporta le gelate invernali.

Innaffiature.
Va innaffiata frequentemente nei periodi asciutti. In inverno dopo la caduta delle foglie si sospende quasi completamente la somministrazione dell’acqua. Cresce bene in terreno ben drenato, arricchito con torba e una piccola quantità di farina di ossa.


Concime.
Somministrare da giugno a settembre concime liquido ogni 10 giorni; per le piante giovani, ogni tre settimane.


Moltiplicazione.
Talea semilegnosa in aprile o fine agosto.

martedì 8 febbraio 2011

CALATHEA (Famiglia delle Marantaceae)




Provenienza. 
È originaria del Brasile.


Caratteristiche generali.
Questa bella pianta ha foglie a picciolo molto lungo, di forma ovale, di consistenza serica, a fondo grigio-argenteo o verde a seconda della specie, con macchie rosse, rosa, verdi, di diverse sfumature.
Il fiore non ha valore ornamentale e se dovesse comparire va reciso per evitare alla pianta un dispendio di energie.

Esposizione.
Vegeta bene in luoghi semiombreggiati. Teme molto i raggi diretti del sole che provocano l’accartocciamento delle foglie.

Temperatura.
Necessita di temperatura piuttosto alta (sui 22°-25°) e costante; va assolutamente tenuta lontana da correnti d’aria.

Innaffiature.
Necessita di frequenti e abbondanti innaffiature. Nello stesso tempo però non tollera il ristagno d’acqua, soprattutto attorno alle radici. Bisogna quindi assicurare un ottimo drenaggio al vaso (ponendo un buono strato di cocci sminuzzati sul fondo) e prestarle un’assidua attenzione in modo che l’acqua uscita dal vaso non ristagni mai nel sottovaso. Le innaffiature vanno diradate nel periodo invernale. Richiede molta umidità. A questo scopo si può utilizzare un vassoio con ghiaia tenuta costantemente bagnata da porre sotto il vaso.

Cure.
È bene pulire le foglie una o due volte la settimana con un batuffolo di cotone imbevuto d’acqua. Si raccomanda di preservarla dalle correnti d’aria.
Va concimata ogni 15-20 giorni nel periodo vegetativo, ogni mese invece in inverno, quando la pianta è in riposo. 
Generalmente non si procede al rinvaso di queste piante perché in casa, prive delle condizioni ideali di cui godevano nella serra, dopo qualche mese muoiono. Comunque l’eventuale rinvaso va effettuato in primavera, usando terriccio universale alleggerito con torba e vermiculite in modo da essere permeabile all’aria e all’acqua.

Moltiplicazione.
Si effettua in primavera per divisione dei cespi o per talea.

domenica 5 dicembre 2010

PRIMULA (Famiglia delle Primulezeeeze)



Caratteristiche generali.
Tutte le specie sono originarie della Cina.
ll nome di questa piantina sta a indicare che essa è la prima a fiorire appena finito l’inverno.
La Primula che possiamo vedere sui prati in tale periodo (Primula vulgaris), a fiorellini gialli e a foglie carnose, di color verde chiaro, non può essere coltivata in casa, perché ha bisogno, in inverno di temperature non superiori ai 10°C. Di tutte le altre specie, solo tre si possono considerare adatte alla coltura in appartamento: la Primula obconica, la Primula sinensis e la Primula malacoides.
La fioritura avviene in inverno e in primavera. La Primula malacoides va considerata come pianta annuale perché dopo la fioritura muore. Si può comunque cercare di prolungarne la vita recidendo i rami che hanno ormai finito di fiorire per favorire lo sviluppo di nuovi scapi fiorali.

Esposizione.
La Primula preferisce posizioni in ombra e a luce diffusa;  tuttavia, quando presentano fiori con colori molto sbiaditi, rivelano la necessità di esposizioni più illuminate. ln ogni caso le primule non vanno mai poste ai raggi diretti del sole. Ama  un ambiente fresco e, soprattutto d’inverno, una temperatura che non superi i 15°C.

Innaffiature.
Le Primule devono essere bagnate con frequenza ma con moderazione, in modo da mantenere il terriccio umido ma non inzuppato d’acqua. Soprattutto attorno alle radici il terreno deve essere leggero e ben drenato, tale da non trattenere una quantità d’acqua eccessiva che le farebbe marcire. Naturalmente si deve bagnare meno in inverno e più abbondantemente in estate.
Umidità Non necessitano di molta umidità, ma l’atmosfera dell’appartamento è comunque per loro troppo secca; si può ovviare all’inconveniente ponendo sotto il vaso un vassoio riempito di ghiaia bagnata.

Cure.
Durante le innaffiature bisogna fare molta attenzione a non bagnare le foglie e i fiori, che sono molto delicati.
Una nota importante: la Primula obconica presenta sulle foglie e sui fiori delle piccole sacche che secernono una sostanza irritante; maneggiandola si dovrà dunque avere l’accortezza di infilare dei guanti per non incorrere nel pericolo di contrarre dermatiti, soprattutto nel caso di persone allergiche.
Si deve concimare soltanto nel periodo vegetativo, a intervalli di un mese.
La Primula malaccides muore dopo la fine della fioritura e non necessita quindi di rinvaso.
Le altre due specie invece si dovranno rinvasare;  caduti tutti i fiori, si porranno in luogo ombroso e fresco, somministrando scarse e poco frequenti innaffiature.

Moltiplicazione.
Si effettua per seme, tra la primavera e l’estate, su terriccio bagnato, in cassette.

Inoltre, vorrei parlarvi brevemente della Primula sikkimensis (o “Primula d’acqua”), la quale appartiene al gruppo delle primule candelabro.  
Questa primula può essere associata alla Primula japonica, altrettanto amante dell’acqua ma con fiori di colore bianco-rosa-rossi. La Primula d’acqua è anch’essa perenne, rustica, adatta per le zone molto fredde e i terreni molto bagnati o addirittura paludosi. I fiori, di colore giallo canarino, sono leggermente profumati e si aprono a inizio estate, tra Giugno e Luglio. Per la coltivazione consiglio un terreno arricchito con letame o terriccio fine miscelato a sangue secco o di bue. Come concime consiglio di somministrare un fertilizzante organico ogni primavera.


venerdì 26 novembre 2010

GLOSSINIA (Famiglia delle Gesneriaceae)


Caratteristiche generali.

La Glossinia è una piccola pianta tuberosa originaria del Brasile assai apprezzata sia per le foglie sia per i suoi fiori. Le foglie sono grandi, a forma di cuore, con margini irregolari, vellutate, pelose, di consistenza carnosa. l fiori, a forma di campana, hanno anch’essi consistenza carnosa e possono essere rossi, bianchi, rossi a bordi bianchi a seconda della specie. La fioritura avviene generalmente da Maggio fino ai primi di Novembre, ma è possibile vedere queste piante fiorite in altre stagioni grazie alla forzatura in serra.

Esposizione.
Prima della fioritura si deve tenere la pianta in un luogo semiombroso; durante la fioritura invece bisogna porla in buona luce, ma non ai raggi diretti del sole. 
Le foglie della Glossinia infatti, se non hanno luce a sufficienza, tendono a curvarsi verso il basso. Finito il ciclo vegetativo, dopo che la pianta è sfiorita e le foglie sono avvizzite, bisogna tenere il tubero in un luogo ombroso. Durante tutto il periodo vegetativo va tenuta in un locale a temperatura alta, sui 22°- 23°C. ll tubero, nel periodo di riposo, può stare a temperatura più bassa, con un minimo però di 15°C.

Innaffiature.
A febbraio, con l’inizio del periodo vegetativo, e soprattutto durante la fioritura, il terriccio va tenuto costantemente umido, ma non saturo d'acqua per non far marcire il tubero. ln autunno, man mano che le foglie perderanno consistenza, si diminuiranno le innaffiature fino a lasciare il terreno completamente asciutto per tutto il periodo in cui il tubero sarà a riposo.

Umidità.
Quando la pianta è in piena vegetazione, richiede un grado di umidità piuttosto alto che si può ottenere con nebulizzazioni e utilizzando un vassoio contenente ghiaia bagnata da porre sotto il vaso. Nel periodo di riposo, il tubero deve stare in terra asciutta e anche l’atmosfera che lo circonda deve essere secca.

Cure.
Si raccomanda di assicurare un buon drenaggio al vaso e di tenere il terriccio sempre smosso e soffice. Si deve fare attenzione, durante le innaffiature, a non bagnare le foglie, molto sensibili perché pelose. Si ricordi che in ottobre, quando la pianta è sfiorita e ha perso le foglie, il tubero va tenuto in un luogo asciutto e buio. l tuberi possono anche essere tolti dal terreno e conservati in un sacchetto di tela o in torba asciutta. Andranno quindi interrati a febbraio quando si riprenderà il normale trattamento.

Concime.
Durante il periodo vegetativo si deve concimare ogni 15-20 giorni. Nel periodo di riposo le concimazioni vanno sospese del tutto. Il rinvaso o l’invasatura dei tuberi si effettua poco prima che la pianta riprenda il ciclo vegetativo, cioè a febbraio. Si devono mettere i tuberi in piccoli vasi, a 2 cm di profondità, in terriccio universale. Si inizieranno subito regolari innaffiature e, dopo una ventina di giorni, le concimazioni.

Moltiplicazione.
La Glossinia si può riprodurre per semina o per talea di foglie, ma non è possibile effettuare questa operazione in casa. E' possibile invece, anche in casa, ottenere altre piantine dividendo i tuberi.